Showing posts with label PERSONALITIES. Show all posts
Showing posts with label PERSONALITIES. Show all posts

Tuesday, 14 April 2020

10 years with Hayao Miyazaki

Hayao Miyazaki's work and passion give to many teachers and educators a lot of inspiration for education and to think many things deeply.
Watch the free video-reportage about his life dedicated to education.

Monday, 3 July 2017

The great teachers to Tonalestate 2017

proud to be barbarian!


Tra le montagne più belle del mondo, ai confini tra l’Italia e l’Austria, il Tonalestate ci invita, anche quest’anno, a passare le vacanze in sua compagnia e, all’interno di queste vacanze, a incontrare le esperienze di intellettuali, artisti, letterati, scienziati, uomini di cultura e di azione che dedicano la loro vita e i loro talenti per rendere il mondo più umano e più abitabile.
Quest’anno, il Tonalestate riesce a darci  un benefico stupore, sia per la scelta del tema, – “la ragione” – , antichissimo quasi quanto il mondo e oggi di urgente necessità (“la patologia della ragione non è stata ancora scritta” dice un noto filosofo contemporaneo), sia per la stravagante, inusuale e respirante indocilità del manifesto: un invito, al contempo laico e santo, che esce dalla voce e dai colori prorompenti e ricchi di domanda di due uomini fuori del comune, Cesare Pavese e Vincent Van Gogh, uomini dotati di insolito talento, di grande intelligenza e di vera umanità, i quali, con la loro lunga e provata pazienza, ci aprono gli occhi su molti nostri modi di vivere che non hanno senso.
Siamo d’accordo con Jean Delumeau quando afferma che “nous ne sommes pas un siècle à paradis”: quali scelte, dunque, sono ragionevoli e quali sono irragionevoli in un tempo come il nostro?  Sappiamo di non voler essere né complici né vittime di un contesto sociale che sembra muoversi con l’unico scopo di rovinarci le notti, di distruggerci i giorni e di farci vivere un innaturale isolamento, un contesto che spesso ci assorda e ci confonde. Con le immagini, la musica e gli slogan ad effetto che han preso il posto della parola e pertanto del dialogo, qualcuno o qualcosa (un tempo, si diceva “il sistema”) ci spinge a starcene a casa nostra, a coltivare un tipo speciale di miseria e di orticello; ci spinge a forme di protesta che si sa che son perdenti in partenza;  ci spinge a diffidare dell’altro e degli altri; ci spinge ad avere un profondissimo rispetto per l’indifferenza; ci spinge a discutere su questioni che niente hanno a che vedere col bene comune e persino ci obbliga a batterci per una patria che non è la nostra. In che modo potremo non essere né vittime né complici di un sistema tanto lontano da quel paradiso cui il cuore di ogni uomo anela magari senza saperlo?
Che tipo di “barbaro” saprà far crollare il potere incalcolabile delle nefaste corporazioni (e dei governi purtroppo loro solidi alleati) che decidono chi deve soffrire e chi no, chi deve mangiare e chi no, chi deve soccombere ai bombardamenti e chi invece deve cercare di vincere la noia costi quel che costi? Che tipo di barbaro saprà consolare il disagio profondo di chi è obbligato a migrare non certo per turismo ma nella speranza di incontrare pane, pace e lavoro? Il Tonalestate, nel suo manifesto, alza un inno di ringraziamento a questo sconosciuto “barbaro” che non vive come un bruto. Lo fa per tante ragioni, tutte da scoprire insieme. E vuole anche, in questo modo, rendere omaggio a un bellissimo giornale, dal titolo appunto “Il barbaro”, che il professor Giovanni Riva fondò molti anni fa, anticipando così quel feel the bern che seppe allietarci e ci allieta con la sua operativa e incrollabile speranza.





Thursday, 2 February 2017

The Great Teachers meet Eraldo Affinati

We support this event, organized by our new friend professor Rita Soncini.


Lo scrittore, giornalista e insegnante Eraldo Affinati, che ha recentemente pubblicato un libro su don Milani educatore (“L’uomo del futuro”) ha dedicato la vita all’educazione e all’insegnamento della lingua italiana a giovani immigrati e minori non accompagnati in Italia, a Roma, dove anima la “Città dei ragazzi” fondata nel Dopoguerra da Mons. Jhon Patrick Carrol-Abbing: “educare vuol dire ferirsi, farsi male, esporsi, assumere dei rischi, non restare chiusi nella propria coscienza immacolata, mettersi in movimento. Un insegnante non è solo quello che trasmette un contenuto, ma quello che forma le coscienze, che propone eventi, esperienze conoscitive.”



Tuesday, 11 October 2016

Miyazaki vs US Military Bases in Okinawa

Hayao Miyazaki joins Okinawan anti-military base fund


TOKYO — 
Hayao Miyazaki is one of the most outspoken proponents of anti-war policy in Japan. And Okinawa is home to a plethora of American military bases, and has been a hotbed of controversy for decades.
So Miyazaki and Okinawa have officially teamed up to protest the American military presence. The director announced on May 7 that he will officially join the “Henoko Fund,” a group of politicians and CEOs who are putting their money where their mouths are and donating hundreds of millions of yen to prevent the relocation of the Futenma Air Base.
If you’re new to the topic of American military bases in Okinawa, here’s the super quick rundown: Okinawa used to be known as the Ryukyu Kingdom, which existed as its own entity for hundreds of years. It was subsequently invaded by mainland Japan in 1609, begrudgingly annexed as part of Japan in 1872, and then completely devastated during World War II when it became a battlefield between Japanese and U.S. soldiers, resulting in one-third of the entire civilian population being killed.
The U.S. occupied Okinawa following the end of the war, leaving its influence all over the island. People drove on the right side of the road (instead of the left as in mainland Japan), dollars were used as the official currency, and military bases were set up all over as well. When Okinawa was returned to Japanese rule in 1972, the roads and money went back to normal, but the bases stayed behind. After hundreds of thousands of lives lost and generations of war, you can imagine that the Okinawan people were getting very tired of the whole military thing.
And that sentiment has continued up to today. Despite the fact that Okinawa makes up less than 1% of Japan, it is home to over 75% of all U.S. military bases in Japan. This makes the Okinawa people feel like they’re getting the brunt of U.S. bases dumped on them while the rest of Japan dodges the responsibility.
Though general protests against the U.S. bases are held often, one of the most controversial topics is the relocation of Marine Corps Air Station Futenma. It is currently located in Ginowan City, but it was proposed to be moved to the coast of Henoko in northern Okinawa, away from the residential area. While the intentions behind the proposal may be sound, the Henoko coast is home to coral reef and critically endangered dugong. Many feel building a military base there would be a further insult to Okinawa, symbolically crushing beautiful parts of the island with more military installations.
And that brings us to the recently established Henoko Fund. Okinawan politicians, CEOs, organizations and individuals have teamed up to sponsor ads and demonstrations against the relocation of the airbase, marking the first time that the private sector has officially become involved in the protests, so far raising over 100 million yen ($834,064).
Up until now there have been seven other high-profile joint representatives sponsoring the Henoko Fund, but Miyazaki is by far the most well-known. Considering the anti-war messages in his films and the fact that he was quoted last year as saying “demilitarization in Okinawa is essential for peace in East Asia,” his ideals fit in perfectly with the rest of the group.
Other members of the Henoko Fund have said they’re very happy to have Miyazaki as a joint representative, and they hope that having him will help broaden their group’s appeal and further their cause, both inside and outside of Okinawa.
While only time will tell whether the Henoko Fund accomplishes its goals or not, we have to say that if a certain someone comes out of retirement again to produce a Studio Ghibli animated feature about Okinawa, it certainly couldn’t hurt their cause.
Source: The Ryukyu Shimpo

Wednesday, 7 October 2015

Orientamento

Oggi questa parola risuona continuamente nelle classi, nei collegi docenti, nei laboratori, ma è difficile che un insegnante abbia veramente coscienza che sta accompagnando un giovane verso alcune delle scelte più importanti della sua vita, tenendo presente la complessità della persona umana.

“Vogliamo soddisfare il bisogno grande che è nel cuore con piccole cose. Certamente le piccole cose sono importanti, perché il bisogno concreto (il bisogno dell’avere un ragazzo/ragazza, del lavoro, della macchina, del divertimento, del riposo) è segno di qualcosa d’altro. L’uomo è un insieme di bisogni perché è egli stesso bisogno”.


A.Volpe, Educare Accompagnare, ed. One Way, 2000

Wednesday, 23 September 2015

Lettera a una professoressa

“Ma agli esami una professoressa gli disse: <<Perché vai alla scuola privata? Lo vedi che non ti sai esprimere…>> <<…>>. (ndr: a quel punto volevamo mettere la parola che ci venne in bocca quel giorno. Ma l’editore non la vuole stampare.)
Lo so anch’io che Gianni non si sa esprimere.
Battiamoci il petto tutti quanti, Ma prima voi che l’avevate buttato fuori di scuola l’anno prima.
Bella cura la vostra.”
Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa

Wednesday, 16 September 2015

L'ora di lezione

“Se tutto sospinge i vostri giovani verso l’assenza di mondo, verso il ritiro autistico, verso la coltivazione di mondi isolati (tecnologici, virtuali, sintomatici), la Scuola è ancora ciò che salvaguarda l’umano, l’incontro, le relazioni, gli scambi, le amicizie, le scoperte intellettuali, l’eros. Un bravo insegnante non è forse quello che sa fare esistere nuovi mondi? Non è quello che crede ancora che un’ora di lezione possa cambiare la vita?”
M.Recalcati, L'ora di lezione


Tuesday, 3 March 2015

Il rischio di Telemaco alla ricerca del Padre


Intervista a Massimo Recalcati
L'Avvenire, 20 marzo 2013

​Il padre-padrone non c’è più e, in tutta franchezza, non se ne sente la mancanza. Ma questo non significa che alla scomparsa – anzi, all’«evaporazione» – del padre ci si debba rassegnare. Lo psicoanalista Massimo Recalcati lo spiega a partire dalla sua esperienza clinica: «Sempre più spesso – racconta – incontro ragazzi che nutrono una nostalgia struggente per il padre. In questo assomigliano a Telemaco, che attende il ritorno di Ulisse dal mare. Come Telemaco, però, devono trovare il coraggio mettersi in viaggio, affrontando il rischio e la bellezza della ricerca». A due anni di distanza dal fortunato Cosa resta del padre? e a pochi mesi dalla pubblicazione del primo volume del monumentale Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione(entrambi i libri sono pubblicati da Cortina), Recalcati torna a occuparsi del tema centrale della sua ricerca, vale a dire il rapporto fra le generazioni. Che appariva terribilmente lacerato in Cosa resta del padre? e si mostra invece disponibile a una riconciliazione in questo Il complesso di Telemaco(Feltrinelli, pagine 160, euro 14). Il merito va tutto al figlio di Ulisse, insofferente dei Proci che profanano la reggia con le loro feste insensate. Un godimento mortifero, che Telemaco rifiuta non per un meccanico rispetto verso il genitore assente, ma perché vuole che nella sua vita «vi sia “padre”», come scrive efficacemente Recalcati. «Questa – spiega lo psicoanalista – è la figura dell’erede giusto».

Wednesday, 2 July 2014

Tonalestate 2014

The Great Teachers, come ogni anni sarà presente al convegno di Tonalestate, a Passo del Tonale e Ponte di Legno dal 4 al 7 agosto 2014.





LA STORIA

Quest’anno, al Tonalestate, si parlerà della Storia. È una parola che scriviamo, per un momento, con lettera maiuscola, come fosse un nome proprio. Si tratta, in realtà, solo di un innocente stratagemma per vedere se, chiamandola per nome, la Storia vorrà fermarsi un momento a dialogare con noi, lasciandosi dapprima contemplare nella sua totalità e poi interrogare sulle vie così tortuose, inafferrabili e decisamente misteriose che formano il suo corpo e la sua anima, che ci avvolgono come la terra fa con le radici.

Tuesday, 6 November 2012

JEAN MARIE, L’ULTIMO TESTIMONE DI TIBHIRINE

di Giorgio Fornoni
I monaci di Tibhirine, balzarono alla ribalta nel 2010 quando un film: "Des hommes et des Dieux (uomini di Dio)" racconto' al mondo la storia e gli avvenimenti di un gruppo di nove monaci "trappisti" che vivevano ad un centinaio di km. da Algeri, a Tibhirine infatti, avevano deciso di vivere una vita monastica di cristianesimo in territorio musulmano. Ma quello era il tempo della GIA (gruppi islamici armati). Gruppi integralisti islamici si armarono e portarono terrore in molti territori algerini.
Nel 1993, la vigilia di Natale, ricevettero visita dai terroristi e nel 1996, la notte tra il 26 e il 27 marzo sette di loro vennero rapiti. E' due mesi dopo che la notizia fece il giro del mondo. I sette monaci vennero uccisi, le loro teste si ritrovarono ad un crocevia qualche giorno dopo ma dei corpi non vi fu mai traccia. Due furono i sopravvissuti: padre Amedee e padre Jean Marie.

Friday, 19 October 2012

「何かをしようとすると,一人ではできないんです。」 山中伸弥教授


200711月,世界をゆるがす大きなニュースが京都から伝えられた。京都大学教授,山中伸弥教授の研究チームが人の皮膚細胞から「万能細胞」を作り出すことに初めて成功したというものだ。そして,201210月,ノーベル医学生理学賞が山中教授とイギリス,ジョン・ガードン博士に贈られることが決まった。

Wednesday, 19 September 2012

“Fighting against nuclear Japan -works of nuclear specialist Hiroaki Koide (1949-)”




by New Teacher’s Association member (Japan)

On September 8th, our NTA members and some of The Others students went out to attend a conference on the nuke issues in Japan (entitled in “Living aftermath of the Fukushima nuclear power plant accident - what is our obligation”). Our purpose was to meet this distinguished scholar, prof. Koide Hiroaki, in person. We’ve been contacting him ever since the Great East Earthquake occurred on March 11, 2011.

Thursday, 20 October 2011

FRANCESCO


(Italia, 1988) di Liliana Cavani
con Mickey Rourke, Helena Bonham Carter, Andréa Ferréol, Paolo Bonacelli

Francesco è sicuramente una dei più belli e veri esempi di cambiamento totale del cuore, per la sua ricerca continua d’immedesimazione nella vita di Gesù, in quello che faceva, diceva, giudicava, pensava.
Il film ci mostra un Francesco uomo vero (tanto che il titolo è proprio Francesco e non “san Francesco”; più vicino a noi, uno di noi, uno che apparteneva a quella comunità di santi che è la Chiesa).



Tuesday, 18 October 2011

Giuseppe Coppini

Il 17 ottobre 2000 moriva a Reggio Emilia il professor Giuseppe Coppini, uno dei grandi educatori che desideriamo ricordare nell'undicesimo anniversario della sua scomparsa.
“Nel portare i saluti a tutti i partecipanti e ringraziando per le testimonianze ascoltate, alcune davvero commoventi, vorrei, in questo breve saluto, ricordare la dedizione del professor Giuseppe Coppini ai giovani, al mondo giovanile e scolastico della nostra città.
Nei primi anni ‘80, il “preside” Coppini aderì all’invito del professor Giovanni Riva e di una piccola cooperativa di insegnanti e genitori, di far nascere e guidare il Liceo Ginnasio Romano Guardini che, ancora oggi, vive e ne ricorda la figura.
Il suo entusiasmo non si lasciò mai intaccare dalle difficoltà economiche, dalla risposta tiepida della città e neppure dalle ostilità, anche se poche, manifeste. Si era consapevoli di una lotta per mantenere vivo il rapporto con le ragioni alte della vita e di non assecondare una cocezione esclusivamente “pratica” dell’esistenza e perciò dell scuola.
Per questo, con il prof.Coppini, iniziammo il Liceo Classico; lo ritnemmo uno strumento ancora valido di formazione di coscienze libere, critiche, autentiche, impegnate. Per raccontarvi ancora l’amore di Coppini ai giovani vi riporto le parole, in un certo senso profetiche, da lui pronunciate in occasione del decennale (1992) della nascita del Liceo: “L’augurio che faccio a quelli che saranno al mio posto, dopo di me, è di fare l’impossibile per mantenere lo scopo che ci ha fatto cominciare: sostenere, cioè, la forza dei giovani e prospettare loro la possibilità di un avvenire migliore”.
Il professor Coppini non ebbe timore di nulla, e ci ha lasciato la memoria della sua instancabile passione per i giovani, anche i più “difficili” ai quali, mai, ha fatto mancare il suo incoraggiamento insieme ai tanti, ora già professori e professionisti che, nelle loro semplici attività, mantengono vivo lo stesso spirito “creatore” che ha animato la sua cara esistenza terrena e ancora oggi ne sono naturali, vivi, testimoni.“
intervento di Maria Paola Azzali, in occasione del Convegno dedicato a Giuseppe Coppini e all’Istituto Magistrale del 14 novembre 2009; UN UOMO, UNA SCUOLA, UNA CITTA’


vedi anche: http://liceoguardini.it/?p=64


Wednesday, 28 September 2011

Georges Rouault nella testimonianza di Raissa e Jacques Maritain

“Avemmo la gioia di conoscere bene Rouault e di vederlo assai spesso durante gli anni in cui egli e noi abitavamo a Versailles. Egli era allora in tutto simile ad alcuni dei suoi Pierrots o dei suoi pagliacci. (...) Fu da lui che noi imparammo a conoscere quello che può essere la sensibilità, la lealtà nei confronti della propria arte, l’eroismo di un grande artista”: così scrive, in una sorta di autobiografia (I grandi amici, Vita e pensiero, Milano 1975, p. 134) la letterata e mistica Raissa Maritain nel 1941. Usa la prima persona plurale perché include il marito, il filosofo tomista Jacques Maritain,  ed un po’ anche la sorella Vera; il ricordo si riferisce ai primi anni del XX secolo. A cosa si deve l’ammirazione sconfinata per questo loro amico, considerato addirittura “uno dei più grandi pittori di ogni tempo” (p. 138)?


Thursday, 4 November 2010

Simone Weil

Simone Weil è un personaggio molto interessante, da conoscere, perché è tra uno di questi santi definiti come “chi ha denunciato l’ingiustizia”, chi ha cercato di realizzare questo nella sua vita.

“Ella fu tutta la vita ossessionata dai mille schiavi crocifissi prima di Gesù, ossessionata da questo immenso bosco di patiboli nei quali furono inchiodai molti precursori di Gesù di cui nessun centurione fa memoria dopo aver udito l’ultimo grido come invece fece il centurione con Gesù. E io sono ossessionata per le tante croci che sono state levate dopo Gesù Cristo da parte di una cristianità cieca e sorda che nei loro poveri corpi sottometteva anche la tortura. Non ha mai riconosciuto colui i cui piedi e le cui mani furono trapassate il giorno del venerdì santo”. Diceva “così succede anche nelle nostre città e nelle nostre case”. Questo aspetto della storia che, nelle varie vicissitudini storiche che ci sono state, ha visto come tante volte ci si è dimenticati di Gesù, nel senso che l’uomo dimenticandosi di Gesù è stato capace solo di fare del male. Personaggi come Simone Weil sono interessanti perché vissero totalmente la loro storia, le circostanze che erano chiamati a vivere.