Monday, 12 May 2014

Doposcuola al quartiere

"Scelsero appunto di lavorare in quel quartiere perché alcuni loro amici ci abitavano e perché altri della comunità conoscevano parecchie persone del luogo poiché ci andavano la domenica a passare il pomeriggio parlando con la gente. una presenza sporadica di quel tipo, solo domenicale o festiva, rischiava pero' di diventare un modo qualunque per acquietare la coscienza, perché non spingeva la persona a impegnarsi totalmente in un lavoro.

Saturday, 5 April 2014

"L'educazione (im)possibile"

Educare, parola ormai vuota in una società senza padri, senza famiglia, dove il denaro è il capo indiscusso e il tempo è quello dell'attimo fuggente e della non cultura. E' da qui che bisogna partire per capire genitori in crisi e insegnanti rinunciatari davanti a figli e ad alunni maleducati, violenti, immaturi ma soprattutto che vivono senza la percezione del futuro. "Come se l'uomo potesse agire solo come una farfalla e succhiare il nettare che serve per quel momento, per l'oggi" dice lo psichiatra Vittorino Andreoli. Attento osservatore del disagio psicologico degli adolescenti e dei loro compagni più adulti, Andreoli non si arrende a 'L'educazione (im)possibile' (Rizzoli) a cui ha dedicato un libro per orientarsi in una società senza padri o meglio dove padre e figlio sono "una combinazione impronunciabile diventata padre o figlio". 

Saturday, 29 March 2014

V.Andreoli - Lettera a un insegnante (part 4)

…Se ti sembrerà che qualche mia considerazione sia estranea alla scuola, ti prego di scusarmi e di capire il mio intendimento e la spinta a scriverti che è il dolore, il dolore dei tuoi allievi: tu li devi aiutare a vivere, non escluderli e dichiararli inadatti a crescere, che è un invito a morire. E molti giovani lo seguono o vivono come se fossero già morti. 
È una storia che forse non vuoi conoscere, ma che io constato ogni giorno, e vorrei, poiché anch’io sogno, che non si ripetesse più; e la scuola ha una grande funzione e tu, proprio tu, puoi cancellarla quella storia. 
Questo è l’unico potere che mi appassiona: quello che aiuta a vivere tutti e in particolare chi è più debole e soffre, e sono certo che tu non pensi che giovinezza sia da coniugare con spensieratezza e serenità, e tanto meno con felicità. Semmai mi viene da legarla alla sofferenza, anche se talora è mascherata da eroi del nulla. Se vuoi capire la violenza, lo dico sempre, devi prima sapere cos’è la paura. I ragazzi che hai davanti la conoscono bene, anche se talvolta ti fanno e fanno paura.

Saturday, 22 March 2014

V.Andreoli - Lettera a un insegnante (part 3)

…Carissimo, ti ho anticipato la decisione di focalizzare la mia attenzione sulla classe e in particolare sulla dinamica che lega te insegnante ai tuoi allievi e certo anche sul rapporto che si instaura tra di loro, ben sapendo che la scuola è solo una nicchia del mondo, una parte piccola ma certamente la più viva e la più critica. L’analisi della classe prevede naturalmente di conoscere meglio i tuoi allievi, di conoscerli nella loro personalità, negli stili di vita che caratterizzano questa generazione così diversa da quella di qualche anno fa, perché tutto sembra aver subìto un’accelerazione. 

Friday, 21 March 2014

The power of one


EE.UU. 1992, de J.G.Avildsen, con D.Craig, S.Dorf, M.Freeman 
En los años 30, P.K., llamado así por sus iniciales, al igual que su padre fallecido, es un niño sudafricano, de origen Inglés, que a los siete años es enviado a un colegio dirigido por los afrikaners, porque la madre está gravemente enferma y la muerte del ganado la ha vuelto pobre. Al llegar al colegio, es odiado por los jóvenes afrikaners (los primeros habitantes de la colonización blanca, es decir alemanes y holandeses), ya que él es inglés. Acá,  P.K. es perseguido y humillado especialmente por el jefe de los “grandes”.